Videogiochi e Mindfulness, un punto in comune
Aspettavo di poter parlare di questo argomento da moltissimo tempo. Questo perché, da educatrice, mi occupo sia di Mindfulness che di videogiochi e vorrei rispondere alle domande di chi – incuriosit* – non riesce a trovare un nesso fra questi ambiti.
In
realtà, un nesso c'è e come, ed è presto svelato.
I videgiochi sono mindful.
Andiamo con ordine. Come vi ho spiegato in precedenti articoli, la Mindfulness non è semplicemente una disciplina olistica, bensì un modo di vivere. Essere mindful vuol dire essere consapevoli del momento presente in modo intenzionale.
Non vuol dire semplicemente sedersi e meditare (che poi meditare, in realtà, non è affatto semplice da principio). Essere mindful è essere presenti a se stessi in ogni momento della giornata. Vuol dire riconoscere le proprie emozioni e i propri pensieri come qualcosa di assolutamente normale e regolabile. Ci si educa, con l'esercizio quotidiano, ad essere più consapevoli.
Il videogioco è mindful nella misura in cui ciò che viviamo, durante l'esperienza videoludica, è tanto coinvolgente da non permetterci di percepire altro intorno a noi. Si sperimenta cioè un tale senso di benessere e di presenza da avere controllo pieno su quello che si realizza.
La mindfulness e il videogioco sono pertanto entrambi veicoli di quelle che lo psicologo M. Csikszentmihalyi chiama esperienza ottimale.
L'esperienza ottimale è legata al concetto di "flow" che è esattamente ciò che dicevo poco fa: un momento nel quale si sperimenta un'incontenibile euforia, in nome della quale si è disposti a fare sacrifici e che ci fa sentire padroni dell'esperienza stessa.

Se ci pensate, questo è quello che accade sia quando si gioca che quando si vive in modalità mindful.
Il senso di consapevolezza sta alla Mindfulness come il coinvolgimento sta al videogame. Quello che accade è che si è in controllo della situazione, si sperimenta un forte senso di benessere e a beneficiarne è la nostra mente. Ci si sente fortemente motivati e si provano emozioni positive.
Chiaramente,
ci sono situazioni nelle quali sia videogames che mindfulness possono
perdere la loro naturale attrattiva. Questo accade nel primo caso
quando si è di fronte a storie non in grado di incuriosire a
sufficienza, quando la curva di apprendimento non è bilanciata,
quando non avvertiamo un reale senso di sfida o al contrario proviamo
solo frustrazione. Ovviamente sono solo esempi.
Nella Mindfulness,
questo accade quando vediamo i nostri pensieri come dei nemici,
quando ci lasciamo dominare dalle emozioni, quando ci sembra che ci
sia sempre qualcosa di più importante del tempo dedicato a noi
stessi.
In sostanza, l'attrattiva decade se a quell'esperienza non riusciamo ad attribuire un senso, un significato.
