Viaggio nelle immagini: la pittura, l'immersività, l'apprendimento
Nel precedente articolo dedicato alle immagini e al potere di cui sono naturalmente dotate vi introdussi alle opinioni contenute nel Registrum Epistolarum di Gregorio Magno. Oggi proseguiamo il ragionamento.

La pittura ha la capacità di porsi come strumento utile agli apprendimenti per alcuni motivi importanti:
Fa leva sul senso umano per eccellenza: la vista.
Questo
non vuol dire che la conoscenza passa esclusivamente attraverso la
vista, e anzi l'arte riscopre l'umanità a 360° passando sempre più
per l'uso del tatto e dell'olfatto, ad esempio, proponendosi come
strumento didattico pienamente inclusivo.
Tuttavia, se pensiamo a
come i processi di apprendimento si svolgono sin dall'infanzia essi sono spesso legati
all'osservazione dei fenomeni (e all'imitazione) e a come questi vengono percepiti dal
nostro cervello. Questo ci porta al secondo aspetto.
Si fonda sulla percezione.
Infatti, come anticipavo, quando osserviamo qualcosa si mette in moto il nostro cervello, lavorando al pari di un sofisticato computer. Tecnicamente, ma in parole semplici, la luce si trasforma in impulsi neurali che vengono comunicati al cervello. Le informazioni arrivate al nostro occhio vengono elaborate, codificate e organizzate in cabina di regia.
L'osservazione
è tutto meno che un momento passivo, perché in quel momento ci
impegnamo fisicamente e cognitivamente per capire ciò che accade di
fronte a noi.
Attraverso la pittura, l'uomo ha - nel corso del
Rinascimento - tentato di illudere l'occhio umano per dargli la
percezione che ciò che aveva davanti fosse vero. Questo artificio è
stato chiamato "prospettiva" ed è stato il primo storico
tentativo di immergere l'uomo nell'immagine attraverso l'arte.
Carbone (Carbone M., 2014) , nel 2014, ha così definito la prospettiva:
" [...] la tecnica che fa convergere verso un unico punto di fuga tutte le linee che risulterebbero perpendicolari al piano del dipinto."
Quindi...
Come scrive Falcinelli (Falcinelli R., 2020, p. 20), il pittore stava "inventando lo sguardo moderno", quello dalla finestra, su uno schermo.
Anche la tecnica del trompe-l'oeil aveva l'obiettivo di illudere l'occhio umano, facendo sparire la cornice e invadendo lo spazio fuori dal dipinto. Sono tutti fenomeni che anticipano il moderno dibattito sull'immersività.

Infine, la pittura non ha bisogno di conoscenze pregresse.
Sì, certo, mi si potrà dire che leggere tanti libri d'arte possa aiutare a comprendere meglio il possibile volere dell'artista e gli articolati messaggi che intende lasciare, ma diciamolo chiaramente: la pittura è di tutti. Anche una persona priva di una minima alfabetizzazione, posta di fronte ad un'opera d'arte, saprà dirci cosa prova e cosa sente quando osserva quell'immagine. Userà le magari poche parole in suo possesso, ma potrà dirci cosa pensa rappresenti. E saprà emozionarsi come chiunque altro. La pittura colpisce dunque non solo l'occhio, ma anche il cuore. Parla alla sfera cognitiva ma anche a quella emozionale.
Che ne pensate?
Angela
FONTI:
Carbone M., Lo schermo, la tela, la finestra (e altre superfici quadrangolari normalmente verticali, in Schermi/Screens, n. 55, 2014
Falcinelli R., Figure. Come funzionano le immagini dal Rinascimento ad Instagram, Torino, Einaudi, 2020
Carta A., L'uomo oltre l'immagine. Dal videogioco al metaverso, IUL Università Telematica degli Studi, Tesi di laurea triennale, 2022
