Viaggio nelle immagini: la differenza fra "ti spiego" e "ti mostro"

22.10.2022

Quello che vorrei fare oggi è introdurvi al mondo delle immagini immersive, partendo da alcune premesse che sono state oggetto della mia tesi di laurea.  

Il concetto di immersività non è così nuovo come si può erroneamente pensare. In realtà, le pitture rupestri del Paleolitico sono state un primo esempio di immersività, intesa

  1. come capacità dell'immagine di coinvolgere i presenti di fronte ad una scena che non avevano vissuto e visto personalmente;

  2. come capacità di emozionare gli osservatori.

Ma non è l'unico aspetto da sottolineare. Infatti le immagini si pongono sin dall'antichità come strumento utile alla diffusione di conoscenza. Fu Gregorio Magno a sottolineare questo aspetto nel suo Registrum Epistolarum (mi sono personalmente basata sulle citazioni proposte da Francesco Antinucci, 2011), sottolineando che la pittura potesse sostituirsi alla lettura, venendo incontro alle esigenze di una larga fascia della popolazione esclusa dall'alfabetizzazione.  

Provate a pensare ai motivi per cui un'immagine può essere più efficace di un libro.

Vi dirò quello che emerge dalle pubblicazioni di Francesco Antinucci, esperto nello sviluppo delle capacità cognitive e docente universitario di fama internazionale (vi lascerò sotto i titoli dei suoi testi più significativi, fonti per la stesura di questo post).

Il libro è espressione di una modalità di apprendimento nota, in psicologia, come "simbolico-ricostruttiva". Si basa cioè su una decodificazione di simboli e su una loro ricostruzione. Non solo, perché l'acquisizione di queste conoscenze poggia sulle nostre capacità mnemoniche, oltre che di ragionamento. Non è affatto semplice. Rappresenta ciò che comunemente definiamo "studiare".
Pensiamo a chi ci dice o ci scrive "ti spiego come si fa...(questo/quello)", pensiamo ad un libretto di istruzioni, ma senza l'ausilio di immagini.

L'immagine, al contrario, è espressione di una modalità di apprendimento chiamata "percettivo-motoria". Si basa sull'osservazione e sulla percezione, ma anche sull'azione. È espressione della formazione umanistico-rinascimentale "di bottega", in virtù della quale l'apprendimento è frutto di attenta osservazione prima e di esecuzione manuale poi. Ricorda quindi l'apprendimento esperienziale, ma non solo perchè rievoca anche il gioco.
Ripensiamo allora al libretto di istruzioni di cui vi parlavo prima, ma immaginiamolo pieno di immagini. Non solo ci spiega come qualcosa si fa, ma ci mostra cosa va fatto.

Per ora mi fermo. Fatemi sapere se avevate mai riflettuto su questi aspetti.


Fonti:

Antinucci F., Computer per un figlio, Bari, Editori Laterza, 1999

Antinucci F., La scuola si è rotta: perché cambiano i modi di apprendere, Bari, Editori Laterza, 2001 

Antinucci F., Parola e immagine: storia di due tecnologie, Bari, Editori Laterza, 2011

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