I simulator games per acquisire più consapevolezza
Oggi vi parlo sempre della relazione tra videogiochi e mindfulness, ma prendendo in esame una tipologia piuttosto specifica di titoli, i sim games.
Quando parliamo di videogiochi, in realtà, parliamo sempre di ambienti simulati, semplicemente alcuni hanno più verosimiglianza di altri. Intendo oggi prendere ad esempio i classici sim games, cioè quelli dove al centro c'è la simulazione di aspetti di vita reale, anche se talvolta in una cornice fantastica e non del tutto aderente alla nostra realtà.
Vi cito alcuni esempi per darvi un'idea più chiara di ciò a cui mi riferisco: The Sims, Power Wash Simulator, F1, FiFA, Football Manager (che è anche definito, appunto, manageriale per il preciso carattere organizzativo e gestionale del titolo), Microsoft Flight Simulator, Euro Truck Simulator. Potremmo andare avanti e citarne moltissimi, perché si tratta di una fetta di mercato videoludico discretamente nutrita. C'è un simulatore davvero per ogni cosa.
L'idea è quella di prendere un aspetto specifico della realtà e trasporla in ambiente ludico, portando il giocatore ad immergersi nell'attività come se fosse vita di tutti i giorni.

Ma per quale motivo asserire che i sim games sono d'aiuto per vivere una vita più consapevole, più radicata?
Il motivo è presto detto: si agisce all'interno di un contesto protetto con profonda concentrazione, sapendo che un errore non determina la fine del mondo, bensì un'occasione per migliorarsi. Inoltre, consente di allenare la memoria procedurale, fondamentale per acquisire dimestichezza nello svolgimento di svariate attività quotidiane.
Si è molto parlato del caso del pilota Jorge Lorenzo, tre volte campione del mondo di Moto GP, che ha ammesso di aver imparato le basi della guida da un simulatore, comodamente tra le pareti di casa.
Il valore dei videogiochi in tal senso è anche dimostrato dalla crescita esponenziale degli e-sports e in modo particolare dai simracing, che sono diventati - in alcuni casi - un vero e proprio trampolino di lancio per intraprendere la carriera su una auto vera e propria. Si pensi alla storia di Jann Mardenborough, che dopo aver vinto la GT Academy è approdato su piste in asfalto.
Le simulazioni offrono un'occasione unica: si è soli davanti ad uno schermo senza distrazioni. Ci si può focalizzare sulle singole azioni in un ambiente sicuro. Consentono di prendersi del tempo, di utilizzarlo in modo saggio.
Questo è il modo in cui idealmente dovremmo sfruttare ogni nostra giornata: dando valore ad ogni piccola azione, dedicandole tutto il tempo e l'attenzione che richiede.
Le simulazioni, e in generale i videogiochi, consentono di imparare a non giudicarsi, proprio perché le azioni sono ripetibili. Ecco, non giudicarsi dovrebbe diventare uno dei pilastri del nostro vivere quotidiano.
Le simulazioni consentono di lavorare su questo aspetto, imparando a trattarsi con maggiore indulgenza e compassione.
Tornerò presto a parlare del rapporto fra mindfulness e videogames. Per ora vi abbraccio e vi chiedo di condividere il post per un maggiore supporto! Grazie :)
Angela
