Coffee Talk Episode II: cosa è cambiato?

06.05.2023

Vi ricordate? Qualche tempo fa avevo pubblicato un vlog a proposito di Coffee Talk, uscito su GamePass (sia per console che per PC), da me giocato su XBox Series S. Sviluppato da Toge Production e pubblicato nel 2020. Se non avete visto il mio video, vi rinfresco un po' i ricordi:

In sostanza, il primo capitolo mancava di interattività. Questo aspetto mi ha indotto, a suo tempo, a non inserirlo all'interno della mia rubrica, pur elogiando l'impegno degli sviluppatori nel creare un'atmosfera intima e nel trattare argomenti anche molto delicati (come inclusione sociale e complessità dei rapporti familiari). Inoltre, lamentavo un gameplay davvero troppo semplice con un impianto simulativo che troppo lasciava al caso e all'intuito del giocatore. Qui sotto un estratto da una live Twitch di presentazione del gioco e della mia attività.

Cosa sarà cambiato con la pubblicazione, ad Aprile, del secondo capitolo di questo titolo, Coffee Talk Episode II Hibiscus and Butterfly?

Inizio col dire, non volendomi così giustificare, che nonostante io non abbia inserito immediatamente il primo capitolo nella mia rubrica dedicata ai videogiochi formativi, aspettavo questo Episode II con grande entusiasmo.

Infatti, del primo Coffee Talk avevo apprezzato in modo speciale:

  1. Lo storytelling: storie ben intrecciate, socialmente rilevanti, basate su dialoghi scritti con maturità. Ci tengo a precisare che sia primo che secondo capitolo sono tuttavia in lingua Inglese, il che può rivelarsi ottimo se si intende approfondire lo studio dell'idioma, complesso se la conoscenza di base è bassa (perché si rischia di annoiarsi e di non cogliere tutte le sfumature di dialogo).
  2. La soundtrack: le musiche di Andrew Jeremy (compositore sia per il primo che per il secondo capitolo) sono eccezionali, perfettamente in grado di incorniciare la narrativa, facendoti letteralmente sentire di essere in un locale piccolo, tra amici, per raccontarsi la vita.

Ho ritrovato questi due elementi anche nel secondo capitolo, e vi consiglio assolutamente di ascoltare su Youtube l'intera soundtrack sul canale ufficiale di Toge Production. Non ne resterete delusi. Si consiglia l'ascolto nelle serate piovose in modo particolare.

Cosa si fa in questo Hibiscus and Butterfly?

La sostanza non è così tanto cambiata. Siamo chiamati a diventare un barista, all'interno di un locale aperto solo di notte, soprattutto quando piove a dirotto. Il nostro compito è accogliere i clienti della caffetteria avendo ben presenti due obiettivi:

  • Servire il prodotto giusto
  • Ascoltare

Credetemi, aver presenti questi due aspetti è cruciale. Perché da questi obiettivi dipende la riuscita o meno del gioco secondo il proprio personale punto di vista. Rispetto al primo capitolo, ho notato meno improvvisazione e più collaborazione da parte degli npc nella fase di preparazione della bevanda. Se in Coffee Talk si era spesso chiamati a buttarsi sperando che la bevanda andasse bene, in questo Hibiscus and Butterfly si hanno maggiori suggerimenti e si è più protagonisti dell'azione. Si può consigliare maggiormente ai clienti cosa bere in base ai loro gusti e sono aumentati i prodotti a disposizione da mixare per offrire più opzioni ai clienti. Inoltre, per aumentare le interazioni con i personaggi non giocabili, si è introdotta la possibilità di restituire loro oggetti dimenticati al bar. Questa azione può essere compiuta secondo coscienza, valutando a chi e se restituire tale oggetto. Perché era importante migliorare un po' la meccanica di gioco? In primo luogo perché la simulazione meritava di essere resa meglio, meno approssimativa (che già fare Latte Art è un delirio...) e un minimo più accattivante (sbagliare di continuo diventa snervante ad un certo punto). In secondo luogo perché dalla nostra performance dipende la qualità e la profondità dell'interazione con l'npc. Se si offre dunque una bevanda sbagliata si rischia di non poter fidelizzare il cliente, portandolo ad aprirsi con noi. Si può monitorare il rapporto con i nostri clienti attraverso la app Tomodachill, una sorta di Facebook dell'universo Coffee Talk. Sono contenta dunque di aver visto una maggiore cura della componente simulativa del gioco, era proprio ciò che mi aspettavo, perché tutto viene fatto tenendo comunque fede all'identità del titolo.

Preciso che questo è uno di quei casi in cui fare ricerche su Internet per scovare tutti i vari mix non è solo necessario per ridurre al minimo il margine di errore, ma anche parte stessa del gioco. Sinceramente mi sono divertita a capire in cosa stessi sbagliando e in che ordine dovessi mettere alcuni ingredienti. Non è barare. Veniamo fuori da quest'ottica malsana. Si tratta in questo caso soprattutto di un passo utile ad uno sviluppo interessante delle diverse trame. Si può anche provare a giocare a scatola chiusa la prima volta e provare conoscendo le ricette una seconda volta. Bisogna trovare la formula giusta per godere al meglio dell'esperienza di gioco, ma il come resta una scelta del tutto personale. Vi ricordo, comunque, che tutti i mix che creerete saranno sempre presenti in un ricettario facilmente accessibile in ogni momento.

In merito al secondo obiettivo, l'ascolto... Questo è letteralmente tutto quello che possiamo fare. E qui purtroppo sento di dovermi lamentare un po'. D'accordo, è una visual novel. Vero, si osserva lo sviluppo della storia. Ma possibile che io - protagonista - non possa neanche rispondere a mia scelta "sì" o "no" ad una qualche domanda?Capisco, mi si potrebbe dire che ascoltare è di fatto il compito di un barista. Ma essere barista deve essere per forza diverso dall'essere preti confessori, no? Ed effettivamente noi esprimiamo opinioni e rispondiamo nei dialoghi ma è tutto  già scritto e non possiamo prenderci la responsabilità di incrinare i rapporti con qualcuno a causa di una risposta sbagliata. Insomma, percepisco questo come un limite all'interattività. Mi infastidisce un po'.

Ho apprezzato la varietà di achievement conseguibili, che spinge a riprendere in mano il titolo per una seconda giocata, e resto molto colpita dalla capacità di trattare temi anche molto delicati senza sfociare nell'ovvio. Tra le tematiche, si parla di accettare contratti di lavoro più o meno svantaggiosi per un po' di visibilità, si parla di matrimonio, si parla di conoscere meglio il nostro essere umani. Insomma, tutte questioni che ci toccano da vicino, soprattutto se si hanno circa trent'anni. 

Bilancio!

Nonostante ci siano aspetti ancora non del tutto soddisfacenti - specifico - per quello che è il mio gusto personale e per la mia esperienza come educatrice, tralasciare questo titolo sarebbe comunque ingeneroso, soprattutto perché il gameplay è risultato più appagante questa volta. Certo, deve piacervi il genere e soprattutto occorre fare i conti col fatto che c'è una contaminazione dal mondo della simulazione ma resta sempre una visual novel. Deve piacervi l'idea di restare in ascolto, seguendo un binario lineare e non particolamente interattivo, per godere però di spaccati di vita interessanti e di piccoli momenti di relax. Si tratta di un gioco profondamente mindful e chill, non del tutto immersivo, ma sicuramente emozionante. Adatto se non si ha voglia di iniziare una serie su Netflix ma si vogliono ascoltare belle storie.

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